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La storia dell'India

LA STORIA DELL'INDIA

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L'India, fin da tempi immemorabili, attrae e dà il benvenuto ai viaggiatori, affascina i visitatori e spesso li trattiene nel suo abbraccio per sempre. Sede di civiltà urbane fin dal III millennio a.C. nella valle dell'Indo (Mohenjo-daro e Harappa), l'India subì in epoca preistorica le due successive invasioni dei Dravida e degli Arii (1800 a. C.).Conquistata (522 a.C.) da Dario I re di Persia, fu poi raggiunta da Alessandro Magno (327-325 a.C.). Verso il 321 si affermò la dinastia dei Maurya che giunse all'apogeo con Asoka (274-236); seguì la dinastia dei Sunga che dominarono nella pianura del Gange; dopo l'invasione di vari popoli (i Greci dalla Battriana, i Saci, i Parti, i Kusana) si affermò la dinastia dei Gupta (320-550 d. C.) il cui dominio coincise con il periodo classico della civiltà indiana che si diffuse nell'Asia sudorientale.

Dal secolo VIII il paese si frazionò in un certo numero di stati, spesso in lotta tra loro. Sul finire del secolo X con la conquista del Punjab da parte del turco Mahumud di Ghazna, ebbe inizio in India il dominio islamico che durò parecchi secoli, con le dinastie musulmane dei Mamelucchi (1206-90), dei Khalgi (1290-1320), dei Tughlaq (1320-1413), sino a disgregarsi nella seconda metà del XIV sec. anche sotto la spinta di agenti esterni (1399, invasione di Tamerlano).

La più importante delle compagini politiche fu l'impero Moghul, fondato nel 1526 da Baber, un discendente di Tamerlano, e durato nominalmente fini al 1857.

Tra i maggiori sovrani del periodo Moghul si annoverano Akbar (1556- 1605) che estese il suo dominio a tutta l'India del nord, all'Afghanistan e al Deccan, ponendo le basi per una nazionalità indiana con l'associare al governo elementi indù; Shah Giahan (1627-1658) che fece delle capitali Agra e Delhi le sedi di un'intensa vita letteraria ed artistica; Aurangzeb (1627-1707) che completò la conquista del Deccan.

Parallelamente alla fioritura del regno Mogul iniziò la penetrazione europea. La Compagnia inglese delle Indie Orientali nella prima metà del sec.XVIII stabili il predominio degli Inglesi. Dopo aspre lotte (l'ostinata resistenza dei maratti) l'India passò alla diretta dipendenza degli Inglesi nel 1858 e venne elevata ad impero nel 1876. Durante il XX secolo si sviluppò un vasto movimento di indipendenza che trovò i suoi più autorevoli esponenti in Gandhi e in Nehru, capi del congresso nazionale indiano.

Nel 1935, in base al Government of Indian Bill, il governo inglese costituì i governi provinciali e convocò un primo parlamento indiano. Dopo la II guerra mondiale, cui presero parte anche truppe indiane , la Gran Bretagna concesse (1947) l'indipendenza all'ex impero da cui nascevano l'Unione Indiana, a prevalenza indù, e il Pakistan, a prevalenza islamica. Da quest'ultimo si staccò nel 1971 la provincia orientale formando il Bangladesh.

L'Unione indiana è per popolazione, dimensioni e civiltà un paese guida del cosiddetto terzo mondo e del movimento dei "non allineati", ruolo in parte dovuto al prestigio di personaggi come Gandhi, Nehru e la figlia di quest'ultimo, Indira Gandhi, assassinata nel 1984 da un'esponente della minoranza Sikh che aspira all'indipendenza del Punjab.

Oggi l'India è uno stato federale che riunisce 25 stati (ciascuno dotato di una propria Assemblea Legislativa e di un proprio governo) e 7 territori amministrati dal Governo Centrale.

 

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