|
Questa religione mise a punto un complesso sistema cosmologico composto da cinque stati dell’essere- la materia, lo spazio, il tempo, il movimento e l’immobilità – e da tre mondi : quello medio dove è situata la terra, quello inferiore dell’inferno, ripartito in sette strati, e quello superiore che comincia sopra le stelle e si estende fino ai confini dell’universo ; questa suddivisione viene generalmente rappresentata nell’iconografia jaina come una forma umana alla cui testa corrispondono gli stadi superiori e ai piedi quelli inferiori. Secondo questa dottrina, inoltre, esiste nel cosmo una serie infinita di microrganismi, detti nigoda, che attraverso passaggi graduali compiono la trasformazione da esseri unicellulari fino a divenire animali, uomini e dèi. Malgrado lo schematismo logico dei principi di questa religione, la parte dialettica in rivolta verso le dottrine tradizionali della culture indiana diede origine a una serie di scismi interni che sfociarono nella costituzione di due sette : gli Svetambara, letteralmente << coloro che vestono di bianco >> e i Digambara, <<coloro vestono di cielo>>. I primi, che si trovano nell ‘india settentrionale (soprattutto nel Gujarat), rappresentano iconograficamente il loro profeta e le sue reincarnazioni precedenti in posizione seduta su un fiore di loto, come il Buddha, mentre i secondi, che sono più numerosi nell’india centro-meridionale, girano completamente nudi, coperti di cenere Bianca questi ultimi sono più simili ai fedeli indù in quanto venerano le manifestazioni del loro maestro come tante divinità induiste. In tutta l’India I jain sono circa 500,00: presenza numericamente esigua ma economicamente importante, poichè domina il settore del commercio.
|
|