In
India, la musica e la danza sono due forme d'arte costantemente nel culto, nelle
feste e nella vita quotidiana. La loro tradizione affonda le radici nei Veda,
antichi testi sacri secondo i quali il rituale si manifesta attraverso la musica,
la danza e la rappresentazione drammatica.
Il Natyashastra, antico trattato
di drammaturgia, spiega che quando la conoscenza dei testi scritti divenne un
privileggio riservato a pochi studiosi, gli dei fecero appelo a Brahma, il Creatore,
affinchè promulgasse un quinto Veda, riservato alle arti espressive, che
fosse accessibile a tutti al di là delle differenze di casta e di cultura.
Nasce cosi il Natya Veda, testo che traeva ispirazione dagli altri quattro e che
costituiva la quintessenza di tutte le arti, dalla letteratura alla scultura,
dalla musica alla pittura e alla danza.
In india, la religione, la filosofia e la mitologia non possono essere disgiunte
dalla forme artistiche che le rappresentano. La danza e la musica sono legate
indissolubilmente a cerimonie di ogni tipo, eventi come matrimoni, nascite, incoronazioni,
inaugurazioni di una nuova casa o di una città, il ricevimento di un ospite,
processioni religiose o la stagione del racclto sono tutte occasioni per cantare
e ballare.
La danza e la musica richiedono, sia a chi le esgue che a chi le
osserva o le ascolta, una profonda devozione e un totale abbandono; questo perchè
ciò che è percepito solo fisicamente è transitorio e mutevole,
mentre una sincera pratica delle arti può portare al raggiungimento della
più alta esprienza spirituale.